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Locandina 27 giugno Pozzuoli

compendio dottrina sociale chiesa

immagine CHICCO DI FRUMENTO p1

 

 

 

 

 

Convegno - CHIAMATI A CUSTODIRE IL CREATO: LA VITA E IL BENE COMUNE

27 giugno Pozzuoli


Convegno :
CONTAMINAZIONI DELLEMATRICI AMBIENTALI
A che punto siamo?

sabato
27 giugno 2015
9,30-13,30
POZZUOLI
Auditorium Villaggio del Fanciullo
Via Campi Flegrei, 12

27 giugno Pozzuol1

  • ACCOGLIENZA
  • PREGHIERA INTRODUTTIVA E SALUTI
  • INTRODUZIONE
  • S.E. Mons. Giovanni D’Alise
  • Vescovo di Caserta e delegato CEC Settore Problemi
  • Sociali, Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato
  • PRESENTAZIONE RELATORI
  • INTERVENTI
  • (Consulenti Tecnici motiveranno i temi presentati)
  • Dott.ssa Marinella Vito Direttore Tecnico ARPAC
  • Gen. Sergio Costa Corpo Forestale dello Stato
  • Prof. Renato Sinno
  • Un problema irrisolto: l’amianto
  • TESTIMONIANZE
  • DIBATTITO
  • CONCLUSIONI
  • S.E. Mons. Gennaro Pascarella Vescovo di Pozzuoli
  • PREGHIERA FINALE
  • PASSAGGIO DEL LOGO ALLA DIOCESI DI ACERRA
  • Organizzazioni convegno a cura di:
  • Conferenza Episcopale Campana
  • Settore problemi Sociali Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato
  • Diocesi di Pozzuoli Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale, Laboratorio Diocesano per il Bene Comune

 Locandina 27 giugno Pozzuoli

 

 


 

“Io non ci casco”, la Spi Cgil spiega agli anziani come difendersi dalle truffe (gennaio 2013) 

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che lavoro

Il questore: «Fenomeno in aumento in Irpinia. Ma essere a conoscenza del reato aiuta a difendersi»

I relatori

Saldare il presunto debito di un familiare o pagare per un acquisto mai effettuato. Le truffe in questo periodo sembrano essere all’ordine del giorno e anche con i nuovi media il rischio è in aumento. Migliaia di euro andati in fumo con gli anziani che continuano ad essere le vittime prescelte.

“Non ci casco” è il piccolo manuale di autodifesa contro truffe e raggiri, realizzato dalla Spi Cgil in collaborazione con l’Auser ed altre associazioni, presentato questa mattina nel corso di un convegno al Palazzo Vescovile.

«Credo che la cosa più importante sia informare gli anziani – ha dichiarato il Questore di Avellino Sergio Bracco – . Portare a conoscenza degli anziani questo fenomeno. Perché in questo modo hanno maggiori possibilità di evitare di cadere nelle grinfie di truffatori».

Un fenomeno, quello delle truffe, che è in netta in crescita in Irpinia: «Sono aumentate quelle con le quali le persone si presentano agli anziani reclamando un debito del figlio e chiedendo il pagamento dello stesso – ha proseguito il Questore – . Sicuramente nel 2012 ne abbiamo riscontrata qualcuna in più rispetto agli anno precedenti».

E per la lotta a questi reati, secondo Bracco, l’unica cosa da fare è informare gli anziani: «La cosa fondamentale è che gli anziani siano consapevoli di questo fenomeno – ha concluso – . Essere più diffidenti e più attenti nei confronti di chi tenta di avvicinarli. Poi, ovviamente, è necessaria una grande collaborazione con le forze dell’ordine. Quindi chiamarci sia quando si è vittime delle truffe, ma anche in caso di tentata truffa».

Anziani raggirati, privati di immobili, terreni e accompagnati a volte fino dal notaio per consumare turffe milionarie capaci di mandare sul lastrico ad Avellino intere famiglie. L’intervento di don Emilio Carbone ha scosso il pubblico e il parterre dei relatori presenti nel salone del Palazzo Vescovile, tra cui rappresentanti delle forze dell’ordine e il segretario nazionale dello Spi Cgil Beniamino Lami. Il parroco del centro storico ha richiamato l’attenzione di Polizia, Finanza e Carabinieri sul fenomeno delle grandi truffe perpetrate in città ai danni di persone che perdono interi patrimoni e non denunciano il reato per vergogna o paura.

«Dobbiamo creare una coscienza – ha spiegato don Emilio – , parlare con gli anziani, anche attraverso la parrocchia, le forze dell’ordine o le associazioni che vivono sul territorio. Viviamo in un momento di crisi ma sappiamo anche che le nostre comunità mantengono ancora una struttura familiare per cui possiamo avvalerci di tante forze in campo per combattere questo fenomeno. Personalmente penso che, anche a livelli più alti, dovrebbe cambiare la legge. E’ facoltativo persino l’arresto. Anche una persona scoperta in flagranza di reato viene portata in Questura ma dopo qualche ora è a piede libero. Bisogna quindi insistere per cambiare la legge e per rendere più forte la tutela a livello legislativo. Così – ha concluso don Emilio – anche le forze dell’ordine si troveranno nel condizioni di poter agire con forza e determinazione».
Laura De Gisi
14/01/2013

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