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Organizzazione della pastorale sociale

Il santo Padre ha sollecitato un’evangelizzazione nuova anche nell’espressione.

Sono espressione di evangelizzazione anche le strutture attraverso cui si organizza l’azione pastorale. Anch’esse, dunque, hanno un valore pastorale e devono essere rinnovate.

Per la loro natura le strutture tendono alla stabilità, e per questo possono in qualche modo rallentare o bloccare il dinamismo dell’azione pastorale. Si impone, pertanto, una loro revisione costante.

Per un’azione pastorale rinnovata, in rapporto alle esigenze attuali del lavoro, dell’economia e della politica, anche le strutture organizzative della pastorale sociale devono configurarsi essenzialmente come evangelizzatrici e missionarie.

1 Il valore dell’organizzazione

In vista di una più adeguata evangelizzazione del sociale, è necessaria anche una struttura pastorale organizzata, come emerge dai ripetuti richiami del Papa a una sollecitudine sociale animata dalla conoscenza e dalla diffusione della dottrina sociale della Chiesa; dall’insoddisfazione che quotidianamente contrassegna le esperienze del lavoro, dell’economia e della politica; dalla consapevolezza dell’urgenza della missione ricevuta da Cristo.

L’articolazione organizzativa, sperimentata come valida, è qui proposta come uno schema di azione attraverso il quale le Chiese particolari possono cogliere nuove possibilità di evangelizzazione ed esprimere nuove sensibilità pastorali.

2. L’organizzazione a livello nazionale

L’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, all’interno della segreteria generale della CEI, svolge compiti di studio, promozione, coordinamento e collegamento delle iniziative di pastorale sociale.

L’ufficio, pertanto, è in contatto con le esperienze di pastorale sociale delle Chiese particolari, dei movimenti, delle associazioni e dei gruppi; da queste accoglie stimoli e spunti per progettare il nuovo e migliorare l’esistente.

La Consulta nazionale, interprete autorevole della pastorale sociale che si vive nelle Chiese particolari, ha la funzione di favorire la comunicazione tra l’ufficio nazionale e gli organismi regionali e diocesani, di procurarne la promozione e il collegamento.

La Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro è chiamata ad esplicare una funzione fondamentale di studio, di orientamento generale e di promozione dell’impegno evangelizzante e missionario della Chiesa in Italia nel mondo del lavoro, dell’economia e della politica, attraverso un’opera costante di informazione e di sensibilizzazione della Conferenza episcopale italiana.

È suo compito cogliere e affrontare con tempestività i segni dei tempi che emergono dal lavoro, dall’economia e dalla politica, mantenendosi in contatto con le realtà del Paese e avvalendosi dell’apporto di studiosi e competenti al fine di elaborare le linee pastorali di una nuova evangelizzazione del sociale.

3. L’organizzazione a livello regionale

A livello regionale la promozione e il coordinamento della pastorale sociale sono affidati a un vescovo delegato, incaricato dalla conferenza episcopale regionale, e alla commissione regionale, diretta dal delegato regionale, anch’esso nominato dalla conferenza episcopale regionale.

Il vescovo delegato ha il compito di promuovere e coordinare la pastorale sociale nella regione. Presiede la commissione regionale anche attraverso un suo delegato.

La commissione regionale è un organismo di comunione, di scambio e di promozione delle iniziative pastorali che abbiano rilevanza regionale.

Di particolare utilità, a livello regionale, è la creazione di Osservatori socio-economici, variamente composti e strutturati, che agiscano in stretto legame con la commissione regionale. Questa deve mantenere opportuni collegamenti anche con i vari centri di studi sociali, centri di cultura religiosa, istituti di pastorale, seminari, sindacati, organismi civili, per un fecondo scambio di idee, di esperienze e di collaborazione.

4. L’organizzazione a livello diocesano

L’Ufficio o Centro diocesano per la pastorale sociale, coordinato da un direttore (delegato vescovile, vicario episcopale), ha il compito, in comunione con il vescovo e con l’aiuto della commissione diocesana, di studiare i problemi sociali locali; di approntare le linee generali di una pastorale sociale contestualizzata; di elaborare, assieme agli altri uffici e in particolare a quello catechistico, degli itinerari educativi all’impegno sociale e politico; di fornire le necessarie indicazioni di sussidi e strumenti, affinché la dottrina sociale della Chiesa venga conosciuta, diffusa, insegnata e valorizzata.

La Commissione diocesana promuove e coordina la pastorale sociale nella Chiesa particolare, tramite il delegato vescovile che opera in piena comunione con il vescovo nell’attuazione del programma pastorale diocesano. Essa deve collegarsi in modo stabile, sia con il consiglio presbiterale e quello pastorale della diocesi, sia con le altre commissioni diocesane, sia con la consulta diocesana per l’apostolato dei laici. Nella sua composizione deve essere rappresentativa delle varie esperienze di pastorale sociale presenti in diocesi.

Avvalendosi dell’apporto dell’ufficio diocesano, delle associazioni e dei movimenti, soprattutto quelli ecclesiali, tramite assistenza continua e persone competenti, la commissione diocesana aiuta le parrocchie a diventare, nel loro territorio, soggetti responsabili di efficace pastorale sociale.

La commissione diocesana, considerando in particolare la realtà della diocesi, deve agire in modo da:

– prevedere una specifica attenzione pastorale ai vari settori produttivi: rurale, industriale, terziario, attraverso persone a ciò incaricate ed eventualmente con la costituzione di sottocommissioni;

– favorire la dimensione vicariale o decanale della pastorale sociale, in modo che sia facilitato l’impegno in ambienti culturalmente omogenei, contribuendo all’azione delle parrocchie; tale dimensione riveste un’importanza crescente per un’adeguata evangelizzazione del sociale;

– promuovere gruppi collegati alla commissione negli ambienti di lavoro e nell’ambito delle zone;

– incentivare e dare organicità alle iniziative per la formazione e l’aggiornamento dei sacerdoti e dei laici: Scuole di formazione all’impegno sociale e politico, Scuole sociali, iniziative specifiche per le persone impegnate in campo sociale e politico, tre sere, corsi di aggiornamento, esperienze spirituali;

– dare vita ad un coordinamento stabile delle associazioni e dei movimenti impegnati nel sociale per un necessario raccordo pastorale e assicurare una adeguata formazione cristiana al loro interno attraverso la presenza di sacerdoti preparati e qualificati.

La commissione diocesana si farà carico di promuovere qualche associazione non ancora presente in diocesi e di sostenere quelle che si vengono a trovare in difficoltà.

Il delegato diocesano, in rapporto costante con il vescovo, deve inserire all’interno delle attività programmate dalla commissione occasioni di fraternità, di verifica e di formazione spirituale per i sacerdoti impegnati nelle associazioni, od operanti a vario titolo nella pastorale sociale e a queste riservare tutta la sua sacerdotale disponibilità.

Per il vasto campo delle attività di promozione umana, è opportuno che la commissione diocesana operi in modo che

– sia sviluppata una forma continuativa di presenza e di sostegno nei centri di formazione professionale del mondo cattolico per un’adeguata proposta del messaggio cristiano al loro interno;

– si presti collaborazione e sostegno a tutte quelle iniziative che hanno lo scopo di aggregare i giovani in cerca di lavoro, per renderli protagonisti e responsabili dei problemi che questa ricerca comporta;

– si stabilisca un rapporto di costante collaborazione con i diversi organismi diocesani, in modo particolare la Caritas, che promuovono attività caritative;

– si celebri ogni anno una Giornata di solidarietà di tutta la Chiesa diocesana con il mondo del lavoro, preparandola adeguatamente. Si curi, altresì, la Giornata del ringraziamento in modo da renderla significativa per l’intera Chiesa particolare, oltre che occasione propizia per l’evangelizzazione del mondo rurale.

5. L’organizzazione a livello parrocchiale

La parrocchia deve progressivamente aprirsi alle problematiche sociali ed essere sempre più strumento che realizza l’evangelizzazione del sociale e la promozione umana. Una comunità parrocchiale che evangelizza il sociale forma cristiani adulti e responsabili, interagisce con le istituzioni sociali e politiche presenti nel territorio, non può non avere un progetto di pastorale sociale, utilizzando ampiamente l’apporto della dottrina sociale della Chiesa.

Per realizzare una rinnovata pastorale parrocchiale:

– è particolarmente utile promuovere gruppi di pastorale sociale affinché si accresca la sollecitudine della comunità parrocchiale verso tutte le sue realtà sociali;

– riservare particolare attenzione alle varie esperienze associative laicali presenti in parrocchia coinvolgendole nell’elaborazione del programma pastorale e nella sua realizzazione;

– è auspicabile che i consigli pastorali parrocchiali si facciano carico, con fraterna ed evangelica solidarietà, di tutti quei problemi sociali che spesso tormentano la vita delle persone e delle famiglie della parrocchia, con un’attenzione particolare alle famiglie che sono angustiate da gravissimi problemi, e assicurando sostegno formativo e spirituale a quei militanti cristiani che operano in campo sociale e politico, in modo che la loro azione sia in sintonia con il progetto salvifico di Dio e guidata da uno spirito di servizio agli uomini.

CONSULTA NAZIONALE DI PASTORALE SOCIALE

      1ACA1-CONFC00PERATIVE-UCID incarico
      ACLI
      Assistente ecclesiastico GiOC
      Assistente ecclesiastico _MLAC
      CEM – Centro Educativo Murialdo
      Centro Casa Betania
       

CISL

      CISM
      CNOS-FAP
      Compagnia delle Opere
      Comunione e Liberazione
      Confartigianato
      Consigliere Ecclesiastico Coldiretti
      Consulente ecclesiastico API/COLF
      Coordinatore nazionale Pax Christi
      Direttore PSL Abruzzo-Molise
      Direttore PSI- Basilicata
      Direttore PSI- Calabria
      Direttore PSL Campania
      Direttore PSL Campania
      Direttore PSI- Emilia Romagna
      Direttore PSI- Lazio
      Direttore PSI- Liguria
      Direttore PSI- Lombardia
      Direttore PSI- Piemonte
      Direttore PSI- Puglia
      Direttore PSI- Sardegna
      Direttore PSI- Sicilia
      Direttore PSI- Toscana
      Direttore PSI- Triveneto
      Direttore PSI- Umbria
      Direttore regionale PSI- Marche
      Economia di Comunione
      FOCSIV
      Fondazione Centesimus Annus
      Fondazione Lanza
      Fondazione Toniolo
      Giustizia e Pace d’Europa
      Incaricato Coldiretti
      Incaricato per la formazione spirituale ACLI
      Movimento Rinascita Cristiana
      Presidente API-COLF
      Presidente CONFAP
      Presidente nazionale CIF
      Presidente nazionale GiOC
      Presidenza Generale MCL
      Rappresentante C.I.I.S..
      Segretario nazionale ACAI
      Segretario nazionale MLAC
      Segretario nazionale UCID
      USMI nazionale

Regolamento dell’Ufficio e della Consulta

(Cf. Regolamento CEI, art. 96)

Art. 1

Istituzione

L’Ufficio è costituito nella Diocesi di Avellino sulla scorta dell’Ufficio Nazionale istituito dal Consiglio Episcopale Permanente nella sessione del 22-24 aprile 1975, ai sensi dell’art. 29, § 2 dello Statuto della Conferenza Episcopale Italiana e dell’art. 95, §§ 1-2 del Regolamento della C.E.I.

Art. 2

Finalità

Nel contesto delle finalità della Conferenza Episcopale Italiana e di quelle pastorali della diocesi di Avellino, l’Ufficio offre alla Chiesa Particolare, alle comunità parrocchiali, alle istituzioni e alle aggregazioni che operano nel suo ambito di competenza un contributo e un servizio per lo studio, la proposta, l’iniziativa, l’animazione e il coordinamento.

Ambiti propri o settori pastorali di competenza dell’Ufficio sono: problemi sociali (economia e politica), lavoro, giustizia e pace, salvaguardia del creato.

Art. 3

Compiti

L’Ufficio:

* cura i settori pastorali di propria competenza in sintonia con gli orientamenti pastorali della Diocesi e della Conferenza Episcopale Italiana (cf. art. 95, § 1 del Regolamento della C.E.I.);

* offre un contributo per il sostegno e il coordinamento dei propri referenti diocesani, avvalendosi anche di esperti e gruppi di lavoro;

* promuove lo studio dei documenti del Magistero e ne favorisce l’accoglienza;

* cura la verifica della situazione pastorale e l’approfondimento dei temi di maggior rilievo e urgenza;

* valorizza i soggetti operanti nel proprio settore ai vari livelli, favorendo intese e sinergie, e ne promuove la formazione;

* cura i programmi, progetti, iniziative, la preparazione e lo svolgimento di convegni, seminari e altri incontri;

* provvede all’elaborazione di testi e sussidi, la divulgazione e diffusione dei quali deve essere autorizzata dall’Ordinario Diocesano, e/o alla regolare pubblicazione di propri «Notiziari»;

* presenta il preventivo/consuntivo annuale di spesa all’economo generale entro il 31 ottobre, in modo che possa essere inserito nello stato di previsione diocesana, predisposto dal Consiglio per gli Affari Economici. Eventuali esigenze impreviste ed eccezionali di spesa devono essere presentate all’Ordinario Diocesano.

Art. 4

Struttura

La struttura dell’Ufficio comprende:

* il direttore;

* uno o più aiutanti di ufficio anche con funzione di responsabili di settore o di commissioni;

* uno o più aiutanti di segreteria.

* un gruppo di lavoro o coordinatori.

Art. 5

Rapporti

L’Ufficio opera sotto la direzione del Direttore con un proprio gruppo di lavoro o coordinatori che ne risponde all’Ordinario Diocesano.

Assicura la sua collaborazione in spirito di accoglienza, di comunione e di servizio, per attuare al meglio la pastorale diocesana.

Dà il suo apporto ai lavori delle assemblee, agli incontri, alle celebrazioni.

Dà il necessario supporto alle Commissione e ai settore della pastorale nella preparazione e nello svolgimento di iniziative, delle riunioni, nella elaborazione di documenti e sussidi.

Se richiesto, collabora anche con altre Commissioni .

In spirito di servizio verso la Chiesa Particolare mantiene viva e assidua la comunicazione con l’Ordinario Diocesano, gli uffici di curia, delegati delle Conferenze Episcopali Regionali e con gli incaricati regionali e diocesani del proprio ambito pastorale.

Collabora con istituzioni, organismi e aggregazioni a livello locale, nazionale e internazionale che operano nel suo settore di competenza.

Art. 6

Consulta diocesana dell’Ufficio

  • 1 – Per una pastorale di comunione e per assicurare il collegamento con tutte le realtà diocesane e soggetti ecclesiali di rilievo locale, e per usufruire di una qualificata consulenza, è costituita la Consulta dell’Ufficio sulla scorta dell’ufficio nazionale e di quanto già previsto dalla C.E.I. (cf. art. 29, § 2 dello Statuto della C.E.I.).
  • 2 – La Consulta ha compiti di studio, proposta, di iniziativa, di verifica, raccordo e comunicazione; essa inoltre in spirito di servizio e collabora in sintonia con l’Ufficio per l’attuazione di convegni e di altre iniziative locali e nazionali.
  • 3 – Sono membri della consulta responsabili o delegati nella diocesi di Avellino facenti parte a loro volta della Consulta Nazionale riconosciuta e istituita dalla C.E.I.

–  Responsabili o delegati di associazioni e/o aggregazioni laicali

– alcuni responsabili pro-tempore di istituzioni, organismi e aggregazioni di rilievo operanti specificamente nel settore o i loro delegati;

– gli esperti scelti dal Direttore dell’Ufficio.

  • 4 – I membri della Consulta si adoperano con passione e spirito di servizio nei settori scelti e di peculiare competenza mantenendo collaborazione e comunicazione con altri settori;
  • 5 – La Consulta è convocata e presieduta dal Direttore dell’Ufficio, che definisce anche l’ordine del giorno. Si riunisce in seduta plenaria almeno due volte all’anno. Alle riunioni partecipa l’Ordinario Diocesano.
  • 6 – La Consulta può lavorare anche per gruppi di studio o Commissioni su temi particolari.

Ufficio 

Curia Vescovile,p.zza Libertà, 83100, Avellino. Uff.: Tel/fax 0825 74595 int. 220 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Direttore: Tel/fax 0825 74460-333 7276827. 333-6208116 Mail   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Conferenza Episcopale Campana    Mons D’Alise vesc. Ariano 

Direttore Regionale Don Rino Morra                               

 

Diaconi: Raffaele Borghi

 

  1. Tino    Vincenzo                    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Pellecchia Pietro                  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Greco Rosita

  1. Lo Pilato Enrica                    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Censullo  Nives                    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  3. Luongo Marianna                             Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  4. Censullo Remigio                             Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  5. Cimirro Pasquale                              Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

D’Argenio Mario                                              

  1. Di Cristofano Maria Vittoria           Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Colasante Giovanni                                           

  1. Anna Stingo            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Antonio Maglio                                                  

  1. Cerreta Daniela
  2. Urciuoli Ines                                     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  3. Stornaiuolo Giovanni            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
  4. D’Argenio Peppino                           Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Mirella Maturo               Confcooperative

Marco Argenio FederSolidarietà (di Confcooperative)

Rosa

  1. Giuseppe Caputo  UCID Unione Crist. Imprend. Dirig.     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Candella Antonio MCL Movim. Crist. Lavor…3934427014       Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  1. Gianluca Troncone  CL                    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Maria Sarni       CAV e Movim. Per la vita             Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
     
     
  1. Mario Melchionna  Segretario Generale  CISL   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  2. Sonia Capriolo                                                          Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  3. Nadia Arace                                                              Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  4. Maria Vecchione                                                     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mimmo Sarno                            

Gerardo Salvatore

  1. Maria Grazia Rossi                         mariagraziarossi3@
  2. Pellegrino  De Marco          AIMC                     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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